Home » O.S.S.C.B.S. » STORIA ANTICA

STORIA ANTICA

storia-antica600

 

I TEMPLARI NELLA STORIA

I Cavalieri Templari, a differenza dei Cavalieri Ospitalieri, che a un certo momento cercarono di far risalire le proprie origini a San Giovanni, non tentarono mai di ricostruire una loro “leggenda”.
Nonostante ciò, a secoli di distanza, nacque progressivamente, arricchendosi, una leggenda templare.
Ciò non finisce di meravigliare gli storici più seri dell’Ordine, come Régine Pernoud (1909-1998), che pubblicò anni or sono una validissima sintesi nella collezione tascabile “Que sais-je?”, o Alain Demurger, professore a Parigi, autore dello studio più aggiornato e documentato.
Altri autori meritevoli di approfondimento, sono Georges Bordonove, M. Barber, P. Partner, P. Dupuis, J. Gmelin, M. Melville, Laurent Dailliez, Marco Tangheroni, Franco Cardini, Barbara Frale, Simonetta Cerrini e Jean Leclercq in particolare per la figura di San Bernardo di Chiaravalle.
Ovviamente ci proponiamo di arricchire la bibliografia proposta nello spirito di una intransigente documentazione storica con una rubrica ad hoc.

Incipit
L’articolo qui proposto, che riassume egregiamente e sinteticamente la storia dei Templari, ci è stato gentilmente inviato per la pubblicazione sul nostro sito da Matteo Passerini, Presidente della Associazione Culturale Commenda San Giorgio quale prodromo a una proficua collaborazione culturale.


I TEMPLARI

I Templari erano un ordine cavalleresco monastico che segnò la storia Medioevale, influenzando moltissimo la cultura del tempo e lasciando delle tracce indelebili. Essi nacquero con lo scopo di proteggere i pellegrini in Terra Santa.

I Templari erano assolutamente dediti alla Cristianità ed alla Chiesa, alla quale rimasero fedeli fino alla fine, anche quando essa li tradì. Le loro origini si possono capire solo se si conosce ed analizza la storia della prima Crociata guidata dal famosissimo Goffredo di Buglione.

All’appello di Papa Urbano II al Concilio di Clermont (1095) per la “guerra all’infedele”, risposero in tanti, da ogni regione e di qualsiasi ceto sociale; pellegrini, povera gente, commercianti, principi e nobili cavalieri. La Crociata dei Baroni riuscì ad arrivare in Terra Santa e a liberare Gerusalemme.
A dimostrazione della bontà “spirituale” e non economica di questa avventura si può guardare alla condotta di Goffredo di Buglione dopo la conquista della Città Santa: sarebbe potuto diventare Re di Gerusalemme, ma rifiutò la carica, volendo essere soltanto “Difensore del Santo Sepolcro”.
Comunque, una volta riconquistata Gerusalemme, i Crociati, visto che non erano un esercito regolare, ma solo Cristiani che difendevano il loro diritto di andare a pregare in Terra Santa, per la maggior parte tornarono in Europa, alle loro case e alle loro famiglie, lasciando così Gerusalemme quasi senza protezione.

Proprio in questo momento entrano in gioco i Templari. Hugues de Payns insieme ad altri otto cavalieri (Bysol de Saint Omer, Archambaud de Saint Aignan, Gondemar, Rossal, Jacques de Montignac, Philippe de Bordeaux, Nivar de Montdidier, Andrè de Montbard zio di San Bernardo di Chiaravalle) partono dalla Francia per andare in Terra Santa con lo scopo di difendere i pellegrini dagli attacchi delle bande dei musulmani. Erano chiamati inizialmente i “Poveri Cavalieri di Cristo” ed erano un Ordine monastico e guerriero. I Templari univano alla tolleranza del monaco la volontà del guerriero.
I monaci, cosiddetti tradizionali, pronunciavano tre voti, obbedienza, povertà e castità. I Templari, oltre a questi tre voti, ne pronunciavano anche un quarto, cioè lo “stare in armi”, sempre pronti al combattimento armato. Erano dei veri e propri monaci guerrieri.

Questi nove Cavalieri, si presentarono nell’anno Domini 1119 (molto più probabilmente vista l’usanza francese di far incominciare l’anno il 25 marzo la data è da porsi tra il 14 gennaio e il 13 settembre 1120) al Re di Gerusalemme Baldovino II mettendosi a disposizione per la protezione dei pellegrini ed il pattugliamento delle strade a Gerusalemme e dintorni. Essi, a differenza di tanti altri, non si presentarono al re vestiti in maniera sfarzosa, ma al contrario erano coperti da un semplice mantello bianco senza nessun altro fregio o armatura luccicante. Hugues de Payns sostenne, davanti al re, che non erano le vesti che facevano i buoni e coraggiosi cavalieri, ma il cuore.
Dopo averli ascoltati, Baldovino II offrì loro una sede all’interno del proprio palazzo, nell’ala sud del Tempio del Signore, nome dato dai Franchi alla Cupola della Roccia.
A quel tempo il re risiedeva presso la moschea di al-Aqsa, nella parte più meridionale dell’Haram as-Sharif o piana del Tempio di Gerusalemme; poiché i crociati reputavano questo luogo la sede del Tempio di Salomone, è dunque un’appropriata dimora per il sovrano. I canonici del Tempio del Signore concessero un’area vicino ad al-Aqsa dove poter svolgere gli uffici monastici, mentre il sovrano, i suoi nobili, il patriarca e altri prelati accordarono diversi benefici, le cui rendite dovevano servire al vitto e al vestiario. La sistemazione data all’Ordine nascente farà poi cambiare il nome dello stesso in “Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme”, che furono più semplicemente conosciuti come “Templari”.

Questo primo periodo di storia templare è contrassegnato dalle grandi difficoltà incontrate, sia dal punto di vista militare (erano relativamente pochi) sia dal punto di vista economico. Questi motivi uniti ad un probabile ordine di Baldovino spinsero Hugues de Payns a tornare in Francia nel 1127 per cercare rinforzi per la campagna del re contro Damasco, e morali ed economici per il suo Ordine. Proprio in questo momento avviene la svolta decisiva dell’Ordine del Tempio: Hugues de Payns arriva a Troyes dopo aver incontrato con certezza a Roma il Cancelliere Aimerigo di Bourges, fidato consigliere del Papa Onorio II, e forse il Papa stesso.

Bisogna ammettere che la creazione della nuova milizia non aveva precedenti nella storia cristiana, anche il Papa stesso mostrava evidenti segni di imbarazzo. Certo, i Templari non furono i primi monaci con altre finalità oltre la preghiera e la meditazione.

I Cavalieri di San Giovanni conosciuti anche come Ospitalieri o Gerosolimitani approvati dal papa nel 1113, ma non avevano il voto delle armi, si preoccupavano soprattutto della cura dei feriti, degli invalidi e dei pellegrini. Più tardi però, sull’esempio Templare imbracciarono anch’essi le armi.

Era necessario quindi trovare una posizione chiara e precisa, ricercando anche una “regola” che si adattasse perfettamente alla situazione. Non è un caso se da questo momento entra in scena nelle vicende Templari, uno dei personaggi più carismatici ed autorevoli del tempo: San Bernardo di Chiaravalle appartenente all’ordine monastico nato a Cistercium (da cui monaci Cistercensi) e fondatore dell’Abbazia di Chiaravalle.

Fu proprio nel Concilio di Troyes che venne presentata la Regola e l’Ordine. Oltre al Papa Onorio II ed allo stesso San Bernardo, erano presenti anche gli arcivescovi di Reims, Sens, Chartres, Amiens e Tolosa, oltre ai vescovi di Auxerre, Troyes e Payns.
Tutti gli Statuti dell’Ordine furono approvati e la “Regola Templare” in blocco fu sottoscritta da tutti e vi fu apposto il sigillo papale, mentre Hugues di Payns, anch’egli presente al Concilio, venne nominato Gran Maestro dell’Ordine. Si pensa che nel 1136, anno della morte di Hugues, l’abate cistercense abbia presentato il suo “De laude novae militiae” (Elogio della nuova milizia), vero e proprio proclama di esaltazione dell’Ordine Templare richiestogli per ben tre volte dal Gran Maestro e mai composto per mancanza di fiducia nella propria capacità di creare una composizione efficace ai fini chiestigli, che ebbe non poca importanza per il successivo sviluppo dell’Ordine.

San Bernardo inoltre trasmise ai cavalieri la devozione a Maria e il grande rispetto per la donna. Ancora l’ultimo Gran Maestro, sul rogo, pregò i suoi carnefici di legarlo con il viso rivolto verso Notre Dame.

La Regola Templare originaria era formata da 72 articoli (divenuti 686 attorno al 1260) ed era durissima. In essa era vietato qualsiasi contatto con le donne (non si poteva baciare neanche la propria madre, ma bisognava salutarla compostamente chinando il capo), nessun animale oltre il leone si poteva cacciare, erano banditi il gioco dei dadi e delle carte, aboliti mimi, giocolieri e tutto ciò che è divertimento, non si poteva ridere scompostamente, parlare troppo o urlare senza motivo, i capelli andavano corti o rasi, in inverno la sveglia era alle 4 del mattino, in estate alle 2, bisognava dormire “in armi” per essere sempre pronto alla battaglia.
C’erano regole anche sul modo di mangiare e sul modo di vestirsi. Bisognava veramente avere una sincera vocazione per sottomettersi a tali ferree regole!

Dopo questa approvazione ecclesiastica ufficiale, la fama dell’Ordine del Tempio crebbe rapidamente ed in modo vertiginoso, con essa aumentò anche la potenza e la ricchezza dell’Ordine stesso, che ricevette elargizioni e donazioni spontanee praticamente da ogni strato sociale. Difatti ogni elargizione o donazione veniva usata per il finanziamento della campagna di guerra in Terra Santa, e tutti, pur non partecipando direttamente alla guerra, potevano però dare il loro contributo.

L’Ordine crebbe anche in prestigio, tanto che i cadetti delle famiglie nobili facevano a gara per entrare in esso, sia per la loro sistemazione (non essendo i primogeniti avevano ben pochi diritti in famiglia) sia per avere un baluardo cristiano in Terra Santa. La massa delle donazioni ed elargizioni fu tale che Hugues di Payns dovette lasciare in Francia parecchi confratelli che fossero in grado di amministrare l’enorme patrimonio acquisito, onde far fronte alle grosse spese delle campagne di guerra in Terra Santa.

Importantissima fu la bolla “Omne datum optimum” del 1139, di Papa Innocenzo II che concesse all’Ordine la totale indipendenza, compreso l’esonero dal pagamento di tasse e gabelle, oltre alla direttiva secondo la quale l’Ordine non doveva rendere conto a nessuno del suo operato, tranne che direttamente al Papa.

Diventò un organismo a parte con una posizione molto privilegiata. Hugues tornò a Gerusalemme nel novembre 1129 con un gran numero di reclute, che divennero perfetti cavalieri templari combattenti. Tra i Crociati, i Templari, si erano sempre distinti per la loro incredibile determinazione in battaglia; avevano disciplina pressoché disumana e una spietata fermezza di fronte all’avversario. Non a caso venivano chiamati dai musulmani “balis buyud” i “diavoli bianchi”.
Le loro rotte si contano sulle dita di una mano, furono gli ultimi a lasciare la Terra Santa e nell’assedio di Acri non mollarono fino all’ultimo, la difesa della fortezza era chiaramente senza speranza, senza alcun pericolo ci si poteva salvare via mare, ma i cavalieri combatterono e morirono quasi tutti. Non potendo più guidare l’avanguardia in battaglia si trasformarono in retroguardia e sacrificarono così le loro vite, ultimi crociati in Terra Santa.

Furono temuti e stimati dai loro avversari con i quali, nei periodi di pace, ebbero numerose frequentazioni avvicinando la loro mistica cristiana alle conoscenze e tradizioni dell’Islam. Forse fu proprio questo incontro fra l’Oriente islamico e l’Occidente cristiano che fece maturare quell’utopia di amalgama per giungere a una Fratellanza Universale che venne definita il “Grande Sogno dei Templari”.

 Il giudizio comune degli storici sostiene che a causa di questi contatti, giudicati pericolosi per la cristianità, ma anche per le enormi ricchezze accumulate, i Templari si attirarono l’odio del re di Francia Filippo IV detto “il Bello” che, oltre ad aver ricevuto il rifiuto all’ingresso di suo figlio nell’Ordine, era anche fortemente indebitato nei riguardi del “Tempio”. Nel 1307 egli convinse, suo amico, Papa Clemente V a mettere sotto inchiesta l’Ordine accusandolo di eresia. Persecuzioni, lunghe detenzioni e le torture dell’Inquisizione con l’uccisione di molti cavalieri, fiaccarono le forze dell’Ordine abituato ad affrontare i nemici in combattimento, ma incapace di reagire alle meschine “ragioni di stato” ed ai tradimenti.

Nel Concilio di Vienne, dopo la bolla “Vox in Excelso” che sopprimeva l’Ordine, fu emanata, nel 1312, la bolla “Ad Providam Christi Vicari” con la quale il Papa destinava i beni dei Templari all’Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme detti anche Cavalieri di Rodi i quali, circa due secoli dopo, assumeranno il nome di Cavalieri di Malta.

L’Ordine del Tempio era, per la Chiesa di Roma, di fatto sciolto.

Il Gran Maestro dei Templari Jacques de Molay, che era stato imprigionato con altri dignitari e costretto sotto tortura a confessare colpe ignobili, poté ascoltare il 18 marzo 1314 le accuse che gli venivano mosse sulla base delle sue “confessioni”. Indignato ritrattò con orgoglio ogni parola accettando così la tragica conseguenza di essere messo a morte sul rogo insieme al Precettore di Normandia Goffredo di Charnay.
Il fuoco arse la sera stessa su un isolotto della Senna a Parigi e, secondo la storia “ufficiale”, questo supplizio decretò la fine dell’Ordine.

 

NOTE
Ritenendo il commento di Raffaele Carboni alla bolla Vox in Excelso tra i più validi, invitiamo i nostri visitatori alla lettura.
Inoltre ricordiamo l’interessante documento ritrovato nel 2001 da Barbara Frale – la Pergamena di Chinon, datata 17-20 agosto 1308 – nella quale ci sono gli estremi per una rivisitazione più corretta dell’epilogo templare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi