PRECISAZIONI E CHIARIMENTI

La Confraternita rispetta le leggi locali e gli ordinamenti sia dello Stato Italiano sia degli Stati in cui è presente, sollecitando le sedi locali ad adeguarsi alle normative civili dei territori nei quali sono dislocate. La Confraternita – che in onore di San Bernardo di Chiaravalle ne riconosce la Regola, seppur aggiornata ai nostri tempi e ricondotta alle attuali esigenze e normative in campo organizzativo ed esecutivo – si denomina appunto “ORDINE” così come è stato definito nella Regola.
L’ORDINE, PER PURO RIFERIMENTO STORICO, NE USA ANCHE I TERMINI GERARCHICI AD ESCLUSIVO TITOLO ORGANIZZATIVO INTERNO, E NON PER TITOLO CAVALLERESCO O NOBILIARE, NELLE MORE DELLA LEGGE 03.03.1951, N. 178, COSÌ COME CITATO NELLO STATUTO ASSOCIATIVO.
LA CONFRATERNITA, PERTANTO, NON INTENDE VANTARE O CONFERIRE TITOLI CAVALLERESCHI O NOBILIARI, NÉ TANTOMENO ASSIMILARSI AD ARALDICHE O TITOLI NOBILIARI PROVENIENTI DA ORDINI CHE NE FACCIANO USO SE NON NEL LORO RISTRETTO AMBITO.
La Confraternita (in quanto Confraternita cavalleresca), quale Ordine, si articola come disposto nello Statuto e nella Regola.
Poniamo quindi l’Ordine nelle more del diritto giuridico vigente in Italia e, per storicità, discrezionalmente rivolta al Principato di Seborga, in virtù di una incontestabile tradizione secolare alla quale i Cavalieri Bianchi di Seborga sono, per nome e di fatto, legati a questa realtà territoriale.
L’Ordine, resta fermo sulla verità storica di Seborga quale Principato Abbaziale Lerinense che, nella tradizione secolare, riconosceva il Consiglio dei Priori quale rappresentanza del popolo di Seborga.
Ogni componente la Confraternita è consapevole e convinto di promuovere, per Seborga, il riconoscimento storico quale Principato Abbaziale, senza disgiungerlo dall’Italia, non volendo una separazione dalla stessa ma tuttalpiù una “autonomia economico/fiscale”, in nome del riconoscimento che nella tradizione secolare gli era propria.

In Italia, attualmente, lo Stato non garantisce più il sistema araldico individuale e familiare in quanto direttamente connesso con i titoli nobiliari e non più riconosciuti legalmente con l’entrata in vigore della Costituzione il 1º gennaio 1948.
La Confraternita intende chiaramente sottolineare che l’Ordine, per puro riferimento storico, ne usa anche i termini gerarchici ad esclusivo titolo organizzativo interno, e non per titolo cavalleresco o nobiliare, nelle more della legge 03.03.1951, n. 178, riconoscendo nell’unica araldica ancora tutelata dallo Stato Italiano, quella relativa alle Istituzioni Civili e Militari, e gli organi preposti che si occupano ancora di araldica e che sono rimasti sostanzialmente due:

  • l’Ufficio Araldico, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – di NATURA PUBBLICA – che continua a garantire l’araldica delle Istituzioni Civili e Militari cui è stato concesso uno stemma, vedi la Legge del 03.03.1951 n°. 178 – Istituzione dell’Ordine “Al merito della Repubblica italiana” e Disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 30.03.1951.
  • il Corpo della Nobiltà Italiana – di NATURA PRIVATA e costituito a Torino nel 1958 da alcuni studiosi italiani di storia, diritto, araldica e genealogia, che assume la funzione di accertare e difendere i diritti storici di coloro che hanno diritto a un titolo nobiliare (e pertanto anche ad uno stemma gentilizio, o di cittadinanza).